Il mondo si divide in due parti: chi pensa che tutto è già stato inventato e chi crede che ci sia ancora tutto da fare (e da reinventare). In questo articolo, noi di Selva vogliamo ispirarvi portandovi nelle case d’autore che hanno fatto la storia del design; un viaggio indietro nel tempo, più precisamente nel secolo scorso, dentro ai progetti dei grandi maestri dell’architettura e del design, che, con le loro soluzioni innovative, hanno contribuito a cambiare il nostro modo di progettare, vedere e vivere la casa.

Case d’autore: Mies van der Rohe, Villa Tugendhat

Brno, Rep. Ceca, 1928-30

case d'autore - van der rohe

Maestro indiscusso del Movimento Moderno, Mies ha vissuto e lavorato tra Europa e USA. Le sue opere vengono ricordate come grandi esempi di minimalismo, raffinatezza dei dettagli ed elegante semplicità di forme e strutture. Il tutto all’insegna del suo celebre motto: Less is more.
Nella zona pranzo di Villa Tugendhat possiamo vedere come la parete curva assolva funzioni sia pratiche sia decorative. Il legno, un materiale dai toni caldi, viene qui inserito come elemento di contrasto rispetto all’ambiente circostante.

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Abitare

La parete di legno semicircolare accoglie perfettamente il tavolo da pranzo, generando uno spazio caldo ed indipendente, adatto non solo alle cene di famiglia, ma anche per riunioni di lavoro. In questa casa, Mies dice molto con poco, progettando uno spazio intimo e raccolto per l’open space dei suoi committenti.

Eileen Gray, Maison en bord de mer E.1027

Roquebrune-Cap-Martin, Francia, 1929

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Designer d’avanguardia, pioniera dell’estetica dell’International Style, ma anche donna libera del secolo scorso. Kathleen Eileen Moray Gray è stata una progettista irlandese di grande talento, passione e pensiero, tanto da fare invidia a Le Corbusier. La sua moderna casa al mare conta un numero impressionante di dettagli: dalla lampadina all’intera struttura, nulla è lasciato al caso. Elemento caratterizzante dello spazio principale è la parete curva blu, che non è soltanto il divisorio tra ingresso e zona living, ma può essere sfruttata da entrambi i lati e racchiude al suo interno più funzioni: svuota tasche, appendiabiti, porta scarpe e contenitore.

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Studio Nicholson

Una soluzione di questo tipo, oltre a delineare gli spazi interni, assume anche un ruolo fondamentale per mantenere la casa ordinata e pulita. Forma e funzione coesistono in questo elemento: un’onda blu che rompe lo schema rigido tipico del Movimento Moderno.

Franco Albini, Villa Pestarini

Milano, 1930

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Claudia Zalla

Architetto, urbanista, designer ed accademico italiano, Franco Albini fu uno dei maggiori esponenti della Scuola Milanese e del Razionalismo Italiano. Oggi è riconosciuto in tutto il mondo grazie alle sue numerose opere, spesso affiancate dalla firma di Franca Helg, sua stimata socia. Dopo ottant’anni, Villa Pestarini, una delle più interessanti dimore del Razionalismo italiano, impartisce ancora lezioni di modernità. Lo conferma la proprietaria, che esprime il piacere di abitare un piccolo capolavoro architettonico, bello e funzionale.
Esempio di bellezza e funzionalità è la parete di vetro rosa, che aprendosi come una porta scherma la zona d’ingresso e colora la casa. La scelta di questo vetro permette di alterare la percezione delle forme, rendendolo così un elemento etereo ed elegante, assolutamente moderno. Sempre per l’ingresso, Albini progetta un sistema composto da specchio, appendiabiti e svuota tasche. Interessante è il gesto con cui l’architetto rende il mobile dinamico, negando l’angolo retto delle pareti grazie ad una leggera rotazione del pannello (che funge da sostegno per gli appendiabiti ed evita che gli indumenti bagnati sporchino la parete). Con un intervento minimo ma ben pensato, Albini risolve le problematiche pratiche ed estetiche relative all’ingresso della casa (e non solo).

Alvar Aalto, Maison Louis Carré

Bazoches-sur-Guyonne, Francia, 1959

case d'autore - alvar aalto
Allison Goedel

Celebre designer e architetto finlandese, Alvar Aalto fu uno dei progettisti più influenti del Novecento. La sua architettura, così come i suoi interni ed oggetti, sono frutto dell’amore per la natura scandinava e per il mondo classico.
Le opere di Aalto non sono mai presuntuose: la qualità architettonica passa in secondo piano rispetto alla qualità della vita che l’edificio deve offrire ai suoi inquilini. I suoi interni sono caldi ed accoglienti, grazie al sapiente uso del colore e al largo impiego del legno: materiale preferito da Aalto in quanto affine all’uomo, grazie ad una limitata conducibilità termica e alla sensazione tattile che offre. Il suo iconico legno curvato assume forme organiche nei suoi arredi, lo si può notare negli interni della Maison Louis Carrè, unica opera francese dell’architetto. Semplice, ma dinamica è la composizione del tavolo in soggiorno: due tavolini indipendenti che si possono spostare a piacimento, per poi tornare sotto al tavolo principale senza occupare ulteriore spazio.

Maison  Louis CarréAlvar Aalto06-2010
Lindman Photography

Anche la zona studio sotto la finestra è interamente in legno, semplice e funzionale: un lungo piano di lavoro con profondità diverse e due cassettiere sospese, in modo da non risultare pesanti alla vista ed agevolare la pulizia. Una soluzione su misura che risolve problemi pratici ed estetici, permettendo a chi la usa di lavorare o studiare in una zona con forte presenza di luce naturale.

Case d’autore: Gae Aulenti, interno di Palazzo Pucci

Firenze, 1971

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Ivan Terestchenko

Architetto e designer italiana, Gae Aulenti è conosciuta in tutto il mondo sia per i suoi interni revival, sia per i celebri allestimenti museali e restauri. Fu direttrice artistica presso la storica azienda Fontana Arte e fece parte della redazione di Casabella, una tra le più importanti riviste di architettura a livello internazionale. Gli interni di questo appartamento testimoniano la modernità dell’architetto, nonché la capacità di pensare fuori dagli schemi. Elemento protagonista è l’acciaio inossidabile, impiegato in grande quantità come rivestimento degli arredi: cosa insolita, soprattutto se si pensa di essere all’interno di un antico palazzo rinascimentale, in una città come Firenze. La lamiera in inox avvolge gli elementi d’arredo, che collegandosi tra loro generano nicchie, boiserie e librerie, diventando supporti per gli imbottiti o ancora, trasformandosi in telai per i serramenti. Nel soggiorno, alla fredda materia grigia si contrappongono morbidi cuscini rosso porpora ed un pouf centrale con forma e ricami classici che rimandano al contesto fiorentino e scaldano cromaticamente l’ambiente. La soluzione di Aulenti arreda con classe e al contempo definisce gli spazi attraverso piccoli cambiamenti di quote. L’uso dell’acciaio è dovuto, oltre all’estetica del materiale, anche alla sua resistenza ed alla facile pulizia.

Storia del design: case d’autore ultima modifica: 2019-10-11T15:03:39+00:00 da Giulia Martini

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